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Blogger: SoulKitchen
Critico della critica critica, apologetico by definition, bibliotecario nel tempo libero, esegetico per professione. Un invertitore delle tendenze dominanti. Ho imparato a scrivere firmando autografi, che volete farci.


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postato da SoulKitchen alle ore 17:35
venerdì, 18 gennaio 2008

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Orgoglioso di non volersi sentire italiano...

....desiderare di vivere in Scandinavia non sarà più un peccato.

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postato da SoulKitchen alle ore 01:28
mercoledì, 10 ottobre 2007

Per la serie "Iosperiamochemelacavo" il vostro affezionatissimo è riuscito, in ultimo, a concludere i suoi studi accademici conseguendo lode e processioni sotto casa da parte di fan impazzite, senza l'utilizzo di ultraviolenza e bevendo, solo a tratti, latte rinforzato con qualche droguccia mescalina (cit.).

Senza offesa per il beneamato Partito Democratico neocostituente, io il 14 ottobre non ci sarò perchè adesso me ne vado un po' in vancanza, probabilmente fuori Italia, sicuramente con la persona che amo. 

Per quanto mi e ci riguarda e per quello che io e voi possiamo avere in comune, ringrazio Johnny Durelli per molte cose. Un amico. Tutto qui.

P.S. Se per caso vi capitasse di scegliere dei film passati da vedere in base al numero di Oscar vinti, vi sconsiglio caldamente "Voglia di tenerezza" (1983, ben 5 statuette): rischiereste la paralisi a tempo indeterminato dei vostri organi riproduttori.

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postato da SoulKitchen alle ore 22:33
mercoledì, 26 settembre 2007

Alberto Stasi ha frequentato la mia stessa Università per 5 anni.

Pranzava nel mio stesso bar.

Ha preparato degli esami con l'amico di un mio amico.

Ha portato la tesi nella mia stessa copisteria.

E si è iscritto al mio stesso appello di laurea di Ottobre (forse però non ce la fa!)

Come me avrebbe cominciato a lavorare subito dopo laurea (pare che l'abbiamo chiamato dall'azienda con cui aveva firmato per comunicargli che in questo momento sono in contrazione di personale).

Son cose.

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postato da SoulKitchen alle ore 00:27
lunedì, 17 settembre 2007

Parlando con un'amica, alle 1.15 della notte, m'è balenata l'idea che qualcuno degli amici o dei conoscenti che popolano  gli universi paralleli di cui si compone la mia vita abbia potuto remotamente pensare che mi sia successo qualcosa, che sia morto o che, peggio, qualche camionista barbuto si stia approfittando di me, ridotto in uno stato vegetativo su un lettino di uno sperduto hospital texano (tanto per citare Tarantino che a noi piace tanto).

Ebbene, tengo a precisare che invece Soul c'è, vive in tutto quello che di buono e cattivo c'è nei vostri blog, e per ora vi manda un caloroso saluto:

Saluti2

A presto

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postato da SoulKitchen alle ore 14:09
venerdì, 13 luglio 2007

Amici, parenti e zoccole varie.

Io me per un po' di giorni me no sto qua:

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Sucate.

P.s. Se siete del posto e siete autoctoni della città, io sono quello che gira sempre con i bicchieri di Peroni gelata in mano.

 

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postato da SoulKitchen alle ore 00:20
mercoledì, 06 giugno 2007

Prefazione o induzione, che dir si voglia
Questo non è un post né bello né brutto (si noti la doppia negazione che afferma). Però è un  post lungo e richede attens(s)ione, quindi se siete qua per dare una scorsa veloce su cosa ha scritto quel pirla di Kitchen, vi invito caldamente a infilarvi l'indice con cui state pigiando la scrollobar nel culo e a togliervi dalle palle.
 
E’ un post di uno che in questo momento non riesce a tradurre la realtà che osserva e il proprio mondo in parole e fatti interessanti (struggente).
Saranno le troppe seghe? Sarà l’astinenza forzata? Sarà la tesi, il lavoro, il clima, Bush, Totti o lo scarico del gabinetto che non funziona più? Non lo so. Ma tant’è.
 
Potrei trasformare ‘sto posto in uno spazio per recensioni cinematografiche, oppure vi potrei spiegare perchè l’acqua ai supermercati costa così tanto o perchè non mi piace il Campari.
Però siccome non sono un trend setter e non vengo settato dai trend, non faccio nulla e me ne sto in mutande e coloro i quali avranno ancora la buona volontà di aggirarsi da queste parti di tanto in tanto subiranno il mio stato perenne di oziosità letteraria improduttiva che, nella sostanza, è riassunta in questo post. Avendo in questo caso proceduto in modo deduttivo (cioè vi ho spiegato il senso del post prima del post) il post in sé potrebbe anche essere dispensato, ma siccome l’avevo già scritto (il post) e poiché preferisco tediarvi con l’epistemologia in luoghi più consoni, che non saprei neanche individuare, ve lo beccate (il post) uguale.
 
Chiaramente lo noterete avulso rispetto a quest’introduzione, ma per questo lasciamo spazio ai giudizi posteri della critica.
 
Post (Aristotele non t’arrabbiare, la prossima volta induco)
 
Si Soul, continua pure a spararti tre lattine di Top Pilsner da 0,5 L. al giorno, come se fossero niente.
 
Fai pure i tuoi esercizietti fisici del cazzo guardando a ripetizione su You Tube Candyman di Cristina Aguilera.
 
E non portare fuori la spazzatura, che un’entità divina ci penserà.
 
Tieni la finestra di camera da letto spalancata con la pioggia, che poi le zanzare di notte ti fanno il servizietto e la mattina le tue braccia sono peggio di un tossico.
 
Leggiti 60 pagine al giorno di American Psycho e non ti lamentare se poi la notte non dormi perchè sogni donne scuoiate vive e fellatio da teste decapitate.
 
Non importa se giri da giorni con la stessa magliettina e non ti fai la barba da settimane.
 
Naviga nel tuo sudore, in mutande, con il tessuto sintetico della poltrona che ti irrita le gambe e la tua birretta verde grigia a portata di falange.
 
E soprattutto Soul, vecchio porco, continua a stare fisso su una pagina bianca di word, che prima o poi un post decente verrà fuori.
 
O al più inventarai una nuova funzione di Office: l’autopostata, che secondo me ci farai pure un sacco di soldi.
 
Postfazione (Grazie Splinder che me ne dai la possibilità, ho sempre desiderato scriverne una)
 
Come già il De Sanctis ha sottolineato (Splinder Editori, Milano, 2007) Kitchen rappresenta un classico caso di scrittura mediocre che trova nel blog un’indubbia rappresentazione di autodistruzione.
Il Kitchen, ponendosi nella scia dello Stilnovo fiorentino di Guido Cavalcanti e in parte riprendendo gli esperimenti letterari di Federico II, riesce attraverso i suoi scritti a dare un’immagine di sé notevolmente peggiore di quanto non sia nella realtà, caso a dir poco raro nella bloggosfera splinderiana (già ribattezzata dallo stesso Kitchen "Enciclopedia illustrata della passera"). Questo nonostante egli abbia già sperimentato con discreto successo quali possano essere gli effetti benefici, in termini di figa (licenza poetica colta da Brunetto Latini), di un blog ben curato e irrigato con regolarità (nonstante il Kitchen paventi un presunto inutilizzo del blogger per scopi sessuali al fine di attirare romantiche e sprovvedute blogger, numerose sono le leggende circa le sue sortite in paesini molisani di campagna alla scoperta del pizzo nascosto di blogger(a) contadinotte e bucoliche).
 
Ma il Kitchen, dopo un lungo girovagare per bloggers in compagnia di Diomede, e assolutamente convinto della personale impossibilità di raggiungere livelli di siffatta qualità, ha scelto la strada dell’involuzione letteraria, proteso verso una rappresentazione distruttiva di sé e del suo universo con evidenti conseguenze per la sua vita sessuale e per la sua stichezza.
 
Postumo: A breve opera omnia dei pensieri e delle azioni nobili del Kitchen, losco compagno di briscola di Folco Portinari.
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